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Agenda urbana, il “Rapporto sulle città 2015” di Urban@it

Lo stato dell’arte ragionato sulle aree metropolitane

giovedì 8 ottobre 2015 - Redazione Build News

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“La politica in Italia dovrebbe occuparsi di più delle nostre città, a cominciare dalle città metropolitane, e questo produrrebbe benefici per tutto il paese, come raccomandato peraltro dall’Unione europea e dalle agenzie internazionali. E questo nonostante che l'Italia sia un'eccezione nel panorama mondiale, non tanto perché molto urbana, l'eredità storica delle cento città, ma, al contrario, perché diversamente urbana”.

È quanto suggerisce il “Rapporto sulle città 2015” di Urban@it, il Centro nazionale di studi per le politiche urbane, costituitosi il 15 dicembre 2014 e promosso da sette università - Università di Bologna, Politecnico di Milano, Università IUAV di Venezia, Università di Firenze, Università Roma Tre, Università Federico II di Napoli, Politecnico di Bari - a cui si sono aggiunte l'Università La Sapienza di Roma e l'Università Milano Bicocca, e da altri tre soggetti (ANCI, Società Italiana degli Urbanisti e Laboratorio Urbano).

Quest'anno, a seguito dei lavori promossi da gruppi che riuniscono ricercatori, studiosi e decision makers, il Rapporto presenta uno stato dell’arte ragionato sull'Agenda urbana, e in particolare, sulle aree metropolitane. I capitoli del rapporto riguardano infatti: a) le conoscenze disponibili; b) le innovazioni istituzionali; c) le risorse e gli strumenti; d) i modelli e gli esempi che ci vengono dall'estero.

QUALE AGENDA. Il Rapporto sottolinea la necessità di coordinamento delle diverse politiche settoriali e dei diversi attori pubblici e privati che investono sulle medesime aree e territori; la mancanza di una regia nazionale e la sostanziale inattività del Cipu (Comitato interministeriale per le politiche urbane); i rischi ai quali queste incertezze espongono iniziative recenti come la riforma metropolitana e il Programma operativo nazionale per le città metropolitane del ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 (Pon metro).

LE CONOSCENZE. Sul fronte delle conoscenze, il documento evidenzia i contributi che il sistema della ricerca universitaria ha dato più volte alla conoscenza delle problematiche urbane; i recenti e importanti approfondimenti sulla forma dell’urbanizzazione, la diffusione dell’immigrazione e le priorità del riciclo; i gravi problemi ancora da affrontare soprattutto in relazione a traffico, trasporti, alloggi, energia e coesione sociale.

INNOVAZIONI. Dal Rapporto emerge l’eterogeneità delle situazioni createsi con la coincidenza di provincia e città metropolitana, con gli estremi di Firenze e Torino, nonché l’interesse per la sperimentazione del Piano strategico metropolitano.

Nell’attuale delicato momento di attuazione della riforma delle città metropolitane, le soluzioni individuate presentano un carattere ancora interlocutorio.

La redazione e adozione degli statuti metropolitani è in anticipo rispetto alla definizione delle leggi regionali di riordino istituzionale.

STRUMENTI E RISORSE. Prive da sempre di un indirizzo coerente, le politiche urbane in Italia vivono una fase incerta. Il Pon metro prende le mosse sia dall’identificazione della centralità delle città nella definizione di processi di uscita dalla crisi economica e sociale, sia dal riconoscimento della profonda diversità di condizioni di partenza dei contesti metropolitani italiani.

Il documento, oltre a descrivere l’attuale delicato momento di attuazione della riforma delle città metropolitane, e i gravi problemi di traffico, trasporti, alloggio, energia e coesione sociale da affrontare, evidenzia l’opportunità di inserire i programmi italiani nel processo aperto dalle istituzioni internazionali.

MODELLI ED ESEMPI. Infine, il Rapporto illustra la varietà dei paesi del mondo che hanno adottato e stanno realizzando politiche urbane; il ruolo svolto da organismi internazionali e sovranazionali nel diffondere modelli e far circolare esempi e conoscenze; il ruolo crescente dei paesi di recente urbanizzazione anche nella elaborazione di nuovi interventi; il carattere innovativo e sperimentale di molte esperienze anche se di minor peso o geograficamente marginali.

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