“Gran parte dello sforzo infrastrutturale italiano è stato completato prima degli anni '70 e bisogna lavorare per non disperdere il patrimonio infrastrutturale esistente”.
Lo ha detto il nuovo presidente e amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, in un'intervista su Il Sole 24 Ore di sabato 6 giugno.
PIÙ MANUTENZIONE, MENO OPERE NUOVE. “Sono necessari alcuni cambi strutturali. Il più importante è ridirezionare le risorse verso la preservazione del patrimonio esistente: quindi più manutenzione straordinaria rispetto a nuove opere. Questo ha due vantaggi: l'impatto sui costi è più limitato ed è ambientalmente sostenibile”, ha spiegato Armani, che annuncia: “Arriveremo a definire un piano straordinario di 3-4 miliardi orientato alla manutenzione straordinaria. Significa raddoppiare le risorse rispetto al passato”.
CHIUSA LA STAGIONE DEI GENERAL CONTRACTOR. Armani ha inoltre detto che per Anas la stagione dei general contractor è chiusa. “Siccome in un paese come l'Italia impedimenti esterni, normativi, autorizzativi, un ritrovato archeologico, una frana, sono sempre all'ordine del giorno, si è innescata comunque una grande mole di contenzioso. Quindi la soluzione del general contractor non ha portato il vantaggio che Anas si aspettava. In compenso, ha portato molti svantaggi gravi. Il più grave di tutti è l'impossibilità di controllare efficacemente in corso d'opera l'avanzamento del progetto”.
FONDAMENTALE L'INGEGNERIA. Secondo Armani quella del general contractor “è una soluzione che va in senso opposto alla valorizzazione di Anas. Se devo affidare in outsourcing totale la realizzazione delle opere, compresa la progettazione, allora che senso ha Anas? Allora tanto vale abolire l'ingegneria e fare un'azienda di avvocati. Invece no, la nostra missione è fare strada e l'ingegneria è fondamentale”.
SUGGERIMENTI PER LA RIFORMA DEL CODICE APPALTI. In merito alla riforma del Codice Appalti, il nuovo presidente di Anas suggerisce di “prevedere strumenti di gestione dei contenziosi dei blocchi che arrivano sulle opere”, introducendo “penalizzazioni per forme di contenzioso velleitario”.
Quanto ai certificati Soa, “non creano nessuna selezione nelle opere civili”, osserva Armani, secondo il quale occorre “un meccanismo, anche generale, per selezionare le imprese e avere in gara un'offerta di migliore qualità e una competizione migliore”.
Infine, un'altra correzione al Codice Appalti suggerita dal neo presidente Anas consiste nel prevedere “un minimo di garanzia o fideiussioni da parte dell'impresa che comincia i lavori”.