Mentre una parte delle imprese del settore costruzioni ha già abbracciato questa “rivoluzione”, altri operatori si chiedono quali saranno gli effetti di questa “ondata digitale” sull'edilizia. Allo stesso tempo si interrogano sui ruoli e sulle competenze necessarie per affrontare questa sfida. A queste domande proverà a rispondere REbuild 2015, convention italiana sull’innovazione della riqualificazione e gestione immobiliare, in programma a Riva del Garda (TN) il 25 e 26 giugno.
Nuove fondamenta digitali
BEST PRACTICES
Il distretto Mellinnovation (Colombia)Dalla Colombia arriva un caso di rigenerazione urbana basato su fondamenta digitali. A Medellin, nella "città più innovativa del mondo" secondo Wall Street Journal e Urban Land Institute, sta emergendo una nuova economia basata su produzione digitale, comunicazione e lifestyle.
Al centro del cambiamento, imprese innovative collegate in rete e personalizzate che puntano a fornire prodotti e servizi di provenienza locale. Il modello di innovazione, basato su una spinta alla rigenerazione urbana che arriva dal basso, ha investito anche i settori storici dell'economia della città colombiana (alimentare, tessile ed energetico) nella consapevolezza che per competere le industrie tradizionali devono diventare più efficienti e connesse. E così, antiche e nuove aziende stanno confluendo nel Medellínnovation, un cluster creativo per inventare prodotti, nuovi modelli di business e stili di vita. Il progetto prevede uno sviluppo urbano organico a misura dell'innovazione, con nuove costruzioni in linea con le necessità del XXI secolo che richiedono strumentazioni inserite in un ambiente digitale. Allo stesso tempo, Medellínnovation è concepito come uno spazio accessibile e connesso a misura d'uomo, che dà priorità al pedone, con un sistema intelligente di mezzi pubblici.
La città Creativa Digitale di Guadalajara (Messico)
Un altro caso all'avanguardia nell'applicazione delle nuove tecnologie arriva dal Messico. È la Città Creativa Digitale di Guadalajara, un importante centro di produzione audiovisiva, digitale e interattiva che si propone come modello di sviluppo economico, urbano e ambientale.Il Masterplan del progetto, sviluppato dall'architetto Carlo Ratti e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) insieme ad altri partner internazionali (Fundación Metrópoli, Arub, Mobility in Chain e Accenture) prevede diverse aree di intervento che puntano a rendere questo hub un modello di città intelligente. A rendere possibile questa esperienza sarà il cosiddetto “sistema operativo”, una piattaforma dove gli utenti potranno interagire con le informazioni e i servizi digitali. Il sistema sarà formato da sensori collocati in punti strategici della città in grado di monitorare in tempo reale, tra le altre cose, la circolazione delle auto, i parcheggi e le case. Questi dati, adeguatamente trattati ed analizzati, saranno inviati e condivisi con gli utenti attraverso wifi, reti mobili e via cavo.
Il BIM, Building Information Modelling, sta trasformando il modo in cui si progettano, pianificano, costruiscono e gestiscono gli edifici. Il BIM riunisce dati e visualizzazioni in un modello a più dimensioni: oltre a capire come sarà l'aspetto, la funzione e il processo di costruzione di un edificio, il Building Information Modelling permette di conoscere costi e modalità di funzionamento di un immobile prima ancora di averlo costruito o di pianificare la logistica del cantiere e le migliori modalità di gestione. Queste informazioni permettono così di identificare le soluzioni più intelligenti già in fase preliminare. Il BIM rappresenta anche una nuova modalità di collaborazione integrata tra professionisti (architetti, ingegneri, costruttori) che aumenta la comunicazione e la cooperazione tra i diversi attori, migliorando il progetto e l'opera con enormi benefici in termini di tempo e costi. A REbuild verrà messo a confronto diretto un approccio alla gestione immobiliare tradizionale con uno basato su BIM al fine di evidenziare ostacoli, luci ed ombre di questa transazione digitale.
IL FUTURO: L’IMPATTO DELL’INTERNET DELLE COSE NELL’IMMOBILIARE