La ventunesima Conferenza sul Clima di Parigi ha dato un forte impulso alla lotta ai cambiamenti climatici e ha posto le basi per un percorso globale di decarbonizzazione dell’economia a lungo termine. L'Unione europea prevede di contribuire attivamente già nel periodo 2021-2030, ottenendo una riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, aumentando la generazione rinnovabile fino al 32% e accrescendo l’efficienza energetica del 32,5%. I nuovi ambiziosi obiettivi europei per le fonti rinnovabili pongono la necessità di definire una strategia di sviluppo efficiente per il periodo 2021-2030, che colleghi i benefici ambientali alla sicurezza energetica, le dinamiche di investimento alle opportunità di crescita industriale e a all’impatto sulla competitività.
Per le imprese e per l’Italia può essere un’occasione di crescita, oltre che di miglioramento ambientale a condizione però di guidare il processo verso il mercato e la competizione sviluppando una filiera italiana.
Secondo il Libro Bianco realizzato da Confindustria, con la collaborazione di Ernst&Young e RSE, gli investimenti cumulati al 2030 per raggiungere i nuovi obiettivi sulle fonti rinnovabili sono stimabili fino a circa 68 miliardi di euro nel settore elettrico e in 58 miliardi nel settore termico, senza contare la grande domanda di investimenti legata alla mobilità sostenibile. Un volano di crescita di 126 miliardi di euro che, se venisse interamente soddisfatto dal sistema manifatturiero italiano, porterebbe - nei 13 anni del periodo 2018-2030 – benefici cumulati per il sistema paese stimabili in un incremento del valore della produzione industriale di 226 Mld€ (114 Mld€ sole FER elettriche), l'occupazione di 1 milione di lavoratori e un incremento del valore aggiunto per le aziende di 73 Mld€ (34 Mld€ solo FER elettriche). Si tratta di una quota di investimenti importante che dobbiamo essere in grado di intercettare e gestire verso lo sviluppo di una filiera italiana, con politiche che incentivino la concorrenza e il mercato. Il sistema industriale italiano deve infatti fare i conti con un gap negativo di costi dell’energia rispetto ad altri paesi europei. L’investimento nella produzione di energia rinnovabile potrebbe tradursi in un impatto positivo sul prezzo dell’energia al 2030. È quindi importante collegare la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili all’evoluzione tecnologica per garantire un efficiente uso delle risorse impiegate nel sistema e un efficace costo per gli utenti finali.
In allegato il rapporto