«La legge regionale sull'equo compenso può segnare una svolta determinante per il tessuto economico e professionale della Regione Lazio». Con queste parole Andrea Dili, presidente di Confprofessioni Lazio, accoglie con vivo apprezzamento la proposta di legge 69/2018, contenente “Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”, a firma di Eleonora Mattia, che ieri ha avviato il suo iter presso la Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio.
«Negli ultimi 10 anni i redditi dei liberi professionisti sono calati di circa il 20%, a causa di una crisi economica pesantissima, acuita in maniera altrettanto pesante dalla diffusa e iniqua tendenza della pubblica amministrazione di affidare incarichi a titolo gratuito o sottopagati, anche per prestazioni che comportano responsabilità e costi enormi a carico dei professionisti» afferma Dili.
«Si tratta di una vera e propria emergenza che colpisce in particolare i giovani e le donne e che esige risposte certe e immediate».
«Per tali motivi è necessario che la legge sull'equo compenso si applichi a tutte le prestazioni svolte dai professionisti, ordinistici e associativi, nei confronti delle pubbliche amministrazioni» conclude il presidente di Confprofessioni Lazio. «Questa è la giusta direzione per mettere una pietra tombale sui bandi e sugli incarichi professionali gratuiti, ma soprattutto per rendere certo ed effettivo l'incasso di un compenso che sia proporzionato alla reale qualità della prestazione svolta».
Ricordiamo che con la Deliberazione 22 gennaio 2019, n. 19, la Giunta regionale del Lazio ha rettificato la Deliberazione della Giunta regionale n. 12 del 15 gennaio 2019, recante “Indirizzi in materia di equo compenso per l’acquisizione delle prestazioni professionali”. La rettifica ha esteso indistintamente a tutti i professionisti, che prestino le proprie attività in favore della Regione Lazio, la disciplina del c.d. equo compenso, eliminando la limitazione ai soli avvocati introdotta per un mero refuso (LEGGI TUTTO).