In caso di impugnazione degli atti di una gara pubblica, il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse effettivo e concreto.
Lo ha ribadito il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania con la sentenza n. 813/2015 depositata il 14 aprile, che richiama in proposito un recente pronunciamento del Consiglio di Stato (sez. III, 05 febbraio 2014, n. 571).
INAMMISSIBILE L'ANNULLAMENTO DELLA PROCEDURA AL FINE STRUMENTALE DELLA RINNOVAZIONE DELLA GARA. Il ricorrente deve provare che, in caso di legittima celebrazione della gara, egli sarebbe riuscito a collocarsi al primo posto nella graduatoria finale. L'eventuale violazione della procedura censurabile in giudizio deve quindi concretarsi in una lesione effettiva della posizione del ricorrente, per cui, in mancanza di un "indice di lesività" specifico e concreto, non si può ammettere un annullamento della procedura al fine strumentale di una rinnovazione della gara.
Nel caso affrontato dal Tar Campania, questo principio comporta che l’azionato interesse all’aggiudicazione rispetto alla posizione conseguita in graduatoria postula la fondatezza, in primo luogo, della censura rivolta alla seconda graduata, risultando solo in caso affermativo contestabile l’aggiudicazione definitiva in favore della prima graduata.