L’architetto giapponese Kengo Kuma ha progettato la nuova sede lodigiana della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano seguendo i due criteri che hanno reso famoso il suo lavoro in tutto il mondo: rispetto della natura e valorizzazione del paesaggio. L’opera architettonica è stata pensata come parte integrante del contesto ambientale: le forme pulite e lineari, in dialogo con elementi naturali e “rough” come il legno, donano un senso di continuità con il paesaggio, e rendono il nuovo polo universitario un esempio perfetto di architettura sostenibile.
STRUMENTI INNOVATIVI PER COSTRUIRE IN CHIAVE ECOSOSTENIBILE. La corte di ingresso regala uno scorcio di grande effetto grazie alla presenza della Roggia Bertonica e degli specchi d’acqua artificiale. Lo skyline minimale di Kuma si fonde perfettamente con la campagna lodigiana, grazie alla realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili costituiti da pensiline in metallo dotate di una copertura in legno e policarbonato che riparano dagli agenti atmosferici. Per valorizzare l’approccio progettuale nel pieno rispetto della natura è stata usata intenzionalmente una vegetazione autoctona tipica del territorio lodigiano e l’acqua è stata resa protagonista sia a livello architettonico che energetico: l’acqua di falda viene infatti prelevata dal sottofondo e utilizzata per il raffrescamento dei locali, soprattutto nel periodo estivo. Le finalità energetiche del progetto impiantistico coincidono con la riduzione dei costi e dell’impatto ambientale: di grande rilievo risultano l’impianto fotovoltaico da 180 kw e la presenza di due impianti solari termici che consentono la produzione di acqua calda sanitaria.
I PONTI TERMICI NEUTRALIZZATI GRAZIE AI GIUNTI ISKORB. Per instaurare un rapporto tra l’interno e la natura esterna, oltre a dotare gli spazi interni di un ideale comfort climatico, l’architetto Kuma ha progettato delle ampie facciate dotate di sottili velette aggettanti che, in virtù della differente inclinazione solare tra estate e inverno, garantiscono ombreggiamento durante la stagione calda e l’irraggiamento diretto durante i mesi invernali. Le velette fungono dunque da brise-soleil – molto suggestive anche a livello visivo grazie al particolare gioco di luci e ombre: riparano le facciate dagli agenti atmosferici e sono presenti ad ogni piano, sulla copertura e sul ponte di collegamento, estendendosi lungo tutto il perimetro, lungo circa 3 km.
Per un corretto taglio termico degli elementi a sbalzo, i progettisti si sono affidati a Schöck, azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia per l’isolamento termico e acustico. Per neutralizzare i ponti termici delle velette sono stati adottati 3.173 elementi Isokorb di tipo K e Z, una soluzione ideale per ottenere il risultato estetico e funzionale desiderato dal progettista, grazie alla sua efficienza e stabilità. Il suo impiego ha inoltre permesso di dividere i getti in tempi diversi (solaio – veletta) rispetto alla messa in opera del complesso.
Schöck ha anche offerto un supporto qualificato in ogni fase della progettazione e costruzione, mantenendo un confronto di elevata professionalità con una realtà cantieristica imponente e pluridimensionale, e affiancando costantemente i professionisti nella stesura dei dettagli costruttivi e fornendo assistenza alla posa in opera.
I LOTTI DEL CAMPUS UNIVERSITARIO. Il progetto prevede la costruzione ex novo di tre diversi lotti funzionali. Parte del Lotto 1 – un edificio a tre piani destinato all’attività didattica, con spazi amministrativi, aule, laboratori didattici, sale studio, biblioteca, spazi e servizi per gli studenti – è già stata consegnata per permettere lo svolgimento delle lezioni a partire da ottobre 2018, e presto sarà terminata la fase cantieristica anche del Lotto 2, che ospiterà le attività del Dipartimento di Medicina Veterinaria (DIMEVET) e del Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare “Carlo Cantoni” (VESPA), e comprenderà gli studi dei docenti e i laboratori di ricerca.
L’edificio si sviluppa su quattro livelli e ha una particolare forma a pettine. I due edifici sono collegati tra loro da un ponte in cemento armato precompresso lungo 28 metri che permette di attraversare la Roggia Bertonica. Infine, il Lotto 3 è composto da tre strutture che completano l’attività didattico-applicativa della Facoltà e ampliano così il già esistente Centro Zootecnico Didattico Sperimentale.
Nel dettaglio, il Lotto 3 è composto da due edifici di nuova costruzione (Lotto 3A e Lotto 3B) ed una ristrutturazione delle sale settorie nell’area dell’Ospedale Veterinario Universitario (Lotto 3C). Il Lotto 3A prevede lo svolgimento delle attività didattiche di lavorazione della carne e del latte, grazie alle sale di macellazione e conservazione degli alimenti, celle frigorifere e laboratori. Il Lotto 3B funge da mangimificio e ospita gli spazi per la lavorazione, a scopo didattico, delle materie prime. Il Lotto 3C invece è costituito dalle sale settorie ristrutturate e corredate da locali di servizio ed aule ad hoc. Sono presenti numerose aree di parcheggio esterne per un totale di 396 posti auto.