Attualità

È legge il ddl che snellisce l'apparato legislativo italiano

Approvato definitivamente dal Senato il disegno di legge che abroga 30.709 atti emanati dal 1861 al 1946, che appesantivano senza motivo il tessuto ordinamentale dell'Italia

mercoledì 2 aprile 2025 - Alessandro Giraudi

senato-aula

Martedì 1° aprile il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge A.S. 1314 sull'abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo dal 1861 al 1946.

Il ddl, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo unificato di più disegni di legge di iniziativa governativa, è stato licenziato senza modificazioni dalla Commissione affari costituzionali lo scorso 18 marzo.

Obiettivo: mettere ordine nell'apparato legislativo

Il provvedimento che ora è legge si compone di due articoli, con annessi 12 allegati, e ha l'obiettivo di mettere ordine nell'apparato legislativo.

L'articolo 1, comma 1, dispone l'abrogazione dei regi decreti indicati negli allegati A, B, C e D. L'allegato A è relativo ai regi decreti del periodo 1861-1870. L'allegato B contiene i regi decreti del periodo 1871-1890 e alcune integrazioni relative agli anni 1862, 1864, 1866, 1867 e 1869. Nell'allegato C sono contenuti i regi decreti del periodo 1891-1920. L'allegato D contiene infine i regi decreti del periodo 1921-1946, nonché integrazioni relative all'anno 1910.

Il comma 2 dell'art. 1 abroga invece gli atti normativi diversi dai regi decreti di cui agli allegati E ed N. Tra questi, nello specifico, l'allegato E contiene le leggi prerepubblicane degli anni 1861-1946; nell'allegato F sono contenuti i regi decreti-legge; l'allegato G è relativo ai regi decreti legislativi; l'allegato H contiene i decreti luogotenenziali degli anni 1915-1918; nell'allegato I sono contenuti ulteriori decreti luogotenenziali degli anni 1919-1946; l'allegato L indica decreti legislativi e decreti-legge luogotenenziali; l'allegato M contiene un decreto del Capo del Governo e l'allegato N contiene i decreti denominati decreti del duce del fascismo, Capo del Governo.

Nella sua relazione orale, il relatore senatore Andrea De Priamo (Fratelli d'Italia) ha segnalato che, nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, sono stati approvati emendamenti volti a sopprimere atti normativi presenti negli allegati che erano ancora produttivi di effetti e ne sono stati invece inseriti altri ai fini della relativa abrogazione, in quanto avevano cessato i loro effetti. “Complessivamente parliamo di un numero di provvedimenti abrogati che supera le 30.000 unità. Si tratta quindi di un numero molto importante al quale poi seguirà un'ulteriore attività da parte del Ministero che ha già svolto su questo un grande lavoro finalizzato a individuare altri provvedimenti che hanno ancora effetti vigenti, ma che pure vanno abrogati”, ha detto De Priamo.

Il comma 3 conferma gli effetti delle disposizioni prive di effettivo contenuto normativo degli atti abrogati. “A tal proposito si rileva che il riferimento alle disposizioni prive di effetto normativo è relativo a quelle di esse che hanno ormai esaurito il loro carattere dispositivo, ferma restando la validità degli effetti prodotti nel tempo durante la loro vigenza. Si tratta di circa 30.000 provvedimenti che hanno di fatto esaurito il carattere dispositivo, ai quali si aggiungeranno circa 10.000 provvedimenti con successivo disegno di legge”, ha aggiunto De Priamo.

L'articolo 2, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria, secondo la quale dall'attuazione del provvedimento in esame non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Alberti Casellati: abrogati 30.709 atti emanati dal 1861 al 1946

“Il provvedimento - come ha detto con efficacia il senatore De Priamo - dispone l'abrogazione di 30.709 atti emanati dal 1861 al 1946, che, pur obsoleti o improduttivi di effetti, continuavano a comporre il nostro tessuto ordinamentale, appesantendolo senza motivo”, ha dichiarato il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Questi numeri testimoniano con grande evidenza la portata dell'intervento abrogativo, che non ha precedenti per ampiezza e per analiticità; interventi necessari per fare quella pulizia normativa che persegue l'obiettivo di garantire la certezza dei rapporti giuridici. Se infatti è certamente vero che in passato sono stati diversi gli interventi volti a contrastare l'ipertrofia regolatoria che storicamente affligge l'Italia, a distinguere quello odierno dagli strumenti di semplificazione usati prima di questo provvedimento è proprio il metodo che si è scelto di impiegare”, ha aggiunto Alberti Casellati.

“Nello specifico, nel disegno di legge in esame non si fa ricorso alla tecnica dell'abrogazione automatica e generalizzata: non ci sono clausole di abrogazione implicita generali e onnicomprensive, ma si dispone l'abrogazione espressa e puntuale di tutti gli atti indicati nei rispettivi allegati, che sono stati messi a disposizione della Commissione. Per giungere a questo risultato sono stati puntualmente esaminati, uno per uno, 43.482 atti prerepubblicani, che risultavano vigenti sulle banche dati ufficiali e in particolare sul portale «Normattiva», la banca dati pubblica degli atti normativi della Repubblica italiana. Si è trattato di un'attività lunga e complessa, che ha fatto compiere un viaggio a ritroso nella storia italiana, che ha richiesto l'impegno di numerose e qualificate risorse professionali, nonché la collaborazione di tutti i Ministeri competenti in relazione alle materie trattate dai singoli provvedimenti”, ha ricordato la ministra.

40 chilometri di provvedimenti

“Il mio ufficio legislativo, un gruppo di trenta esperti giuristi selezionati per questa specifica missione con un bando pubblico, e gli uffici legislativi dei Ministeri competenti in relazione alle materie trattate dai provvedimenti sono i professionisti del diritto che hanno accuratamente soppesato le ricadute ordinamentali delle abrogazioni proposte, all'esito di un confronto che si è dispiegato in numerosissime sessioni di lavoro nell'arco di oltre un semestre: 40 chilometri di provvedimenti, un vero e proprio shock normativo. Aggiungo che fin da ora è possibile indicare con precisione matematica la ricaduta immediata e oggettiva che avrà sull'ordinamento l'abrogazione di 30.709 atti prerepubblicani: ridurrà di circa il 28 per cento lo stock della normativa statale vigente, che, in base all'ultima rilevazione dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, ammonta a 110.797 atti. Si tratta di un numero esorbitante che fa dell'Italia il fanalino di coda dei Paesi europei e che viene stigmatizzato negli annuali report della Commissione europea sullo Stato di diritto nei Paesi membri dell'Unione”, ha sottolineato Alberti Casellati.

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