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Pasticcio Superbonus, la Presidenza del Consiglio in Tribunale: “Il Governo non c'entra”

In Tribunale a Vicenza, l'Avvocatura dello Stato sostiene che la faccenda Superbonus e le sue complicanze sono un “affare fra privati”, il Governo non c'entra niente e ha chiesto lo spostamento del processo a Venezia. CANDE: “Il Governo fa litigare privati e imprese e poi temporeggia”

giovedì 7 novembre 2024 - Redazione Build News

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Nel mese di agosto abbiamo dato notizia dell'iniziativa di CANDE (Class Action Nazionale Dell’Edilizia), che ha portato la Presidenza del Consiglio in tribunale per i danni generati con le infinite correzioni al Superbonus.

Il 6 novembre scorso CANDE ha diramato un nuovo comunicato, che riportiamo.

In Tribunale a Vicenza ieri la Presidenza del Consiglio, citata come 3° nella causa fra una impresa associata CANDE, Class Action Nazionale dell'Edilizia, e il committente per un “pasticcio Superbonus”, si è presentata con una eccezione preliminare dell'Avvocatura dello Stato: in appena  7 pagine, rispetto alle 47 della citazione del legale della ditta, avvocato Daniele Marra del Foro di Roma, l'Avvocatura dello Stato sostiene, in sintesi, che la faccenda Superbonus e le sue complicanze sono un “affare fra privati” e il Governo non c'entra niente e ha pure chiesto lo spostamento del processo da Vicenza a Venezia! “Siamo di fronte a un fatto sconcertante che lede gravemente  i diritti e l'operatività delle imprese, con danni incalcolabili anche in materia di lavoro e occupazione” ha dichiarato Roberto Cervellini, presidente della Associazione CANDE. “In una battuta possiamo dire che  il Governo fa litigare privati e imprese e poi temporeggia, con conseguenze incalcolabili – ha proseguito – perché sono decine di migliaia le imprese in Italia che in questi anni hanno avviato i cantieri con un accordo normato, lo hanno proseguito nonostante i 37 cambiamenti legislativi in 3 anni in materia di Superbonus, mirati a demolire la misura originaria, ed ora si ritrovano nella tenaglia di azioni di contenzioso con i committenti: se questo sta accadendo la responsabilità è invece  proprio ed esclusivamente del Governo!

“Ferma la competenza per territorio, che per legge può anche essere trasferita a Venezia su richiesta espressa – ha dichiarato l'avvocato Daniele Marra, invitato per primo dal giudice ad esprimersi sulle eccezioni della Avvocatura dello Stato – ho osservato che il giudizio è stato iscritto a Vicenza da parte del committente ed ho domandato al giudice di conservare il giudizio a Vicenza, perché una traslazione lederebbe il principio della ragionevole durata del giudizio (art.111 Cost.). Sarebbero dilatati i tempi anche della committenza, che per  altro è tutelata dalla normativa consumeristica. Il processo è più corretto che prosegua a Vicenza. Inoltre ho ribadito nel merito che andando la Presidenza a dichiarare da anni di voler contrastare il super bonus, affermando più volte ai media che trattasi di una misura scellerata, così agendo ha inciso coscientemente diritti economici maturati da committenti e ditte. Una retroattività dannosa per entrambe le categorie che possono lamentare la lesione della certezza del diritto, ovvero del legittimo affidamento alla stabilità della norma. Aspetto che può anche oggi essere giudicato alla Corte dei Diritti dell’Uomo per ottenere un indennizzo. Confido nel giudice ed auspico una trattazione riservata senza il clamore in tribunale”.

“Attendiamo ora che il giudice sciolga la riserva – ha aggiunto Cervellini – così da poter comprendere come intenderà trattare la vicenda, che vede un privato denunciare l'impresa per non aver completato i lavori e dove l'impresa, dal canto suo,  reclama  la revisione del rapporto contrattuale d'appalto per causa della normativa, che lo rende meno equo per l'impresa, al punto da chiederne la risoluzione.
Al committente viene legittimamente chiesto di ricontrattare il prezzo e, se questo non aderisce alla rinegoziazione, l'impresa appaltatrice può chiedere un risarcimento o un indennizzo a chi ha stravolto le norme, ovvero la Presidenza del Consiglio. Durante un appalto sono stati emessi sconsiderati Decreti Legge che hanno compromesso la circolazione dei crediti d'imposta, caratteristica chiave del Superbonus, dove l’impresa ha cercato di rinegoziare l’appalto e non può essergli addebitata ogni responsabilità per non aver continuato i lavori!  Sono decine di migliaia le imprese che hanno operato col Superbonus e attendono un riscontro dalla Magistratura sull'operato dannoso da parte del governo e che lo stesso invece, non ha mai dato”.


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