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Patenti a crediti, Calderone: 432.649 emesse al 28 febbraio

“Tra ottobre e gennaio ci sono stati 5.692 accessi”, a seguito dei quali “sono state contestate solo 8 violazioni per mancanza di patente e non sono state effettuate revoche di patente”, ha reso noto la ministra del lavoro. Critiche dal Pd che ha presentato una interrogazione

mercoledì 2 aprile 2025 - Alessandro Giraudi

cantiere Foto di PhotoMIX Company da pexels.com

Dal 1° ottobre 2024 è in vigore la patente a crediti nei cantieri e la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, ha di recente reso noto che «fino al 28 di febbraio sono state emesse 432.649 patenti a crediti. Nell'ambito della vigilanza ispettiva che ha fatto l'Ispettorato nazionale del Lavoro tra ottobre e gennaio ci sono stati 5.692 accessi», a seguito dei quali «sono state contestate solo 8 violazioni per mancanza di patente e non sono state effettuate revoche di patente. Vuol dire che il messaggio è arrivato e sta arrivando».

“Tale dichiarazione, che esprime una valutazione positiva sull'efficacia del sistema delle patenti a crediti, solleva interrogativi sulle modalità di svolgimento dei controlli e sulla reale incidenza del sistema sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, osserva una interrogazione a risposta in commissione presentata il 27 marzo scorso dalla deputata Chiara Gribaudo (Pd) e rivolta alla ministra Calderone.

“Il numero di accessi ispettivi al gennaio 2025 (5.692) appare estremamente esiguo rispetto al numero di patenti emesse (432.649), rappresentando appena l'1,3 per cento delle imprese dotate di patente. Le imprese edili in Italia sono circa 750.000, mentre si stima che circa un milione di imprese operino nei cantieri con contratti diversi dall'edilizia, quindi molte imprese non hanno neanche presentato l'autocertificazione. La stessa autocertificazione non appare uno strumento adeguato, non essendo vagliata da alcun ente terzo certificatore; nonostante l'introduzione del sistema di patenti a crediti, gli infortuni gravi e mortali sul lavoro continuano a verificarsi con frequenza allarmante”, osservano gli interroganti.

Le domande a Calderone

L'interrogazione chiede a Calderone “quali siano i dati relativi alle sospensioni delle patenti a crediti, in particolare se è confermato che sono state istruite 15 pratiche per la sospensione, le quali sono successivamente state tutte archiviate; se ritenga che questo dato non debba comportare un ripensamento dei criteri di sospensione vista la sua inefficacia sostanziale; quanti punti siano stati effettivamente decurtati dalle patenti a crediti dal momento dell'introduzione del sistema ad oggi, considerato il lungo e complesso meccanismo che porta alla perdita di punti; se siano stati adottati criteri specifici di selezione delle imprese da sottoporre a controllo, e in caso affermativo, quali siano tali criteri; se si ritenga sufficiente la percentuale di controlli effettuati (1,3 per cento) rispetto al numero di patenti emesse, considerando l'elevato numero di imprese operanti nel settore edile e nei cantieri; a che punto sia la piattaforma per caricare le attività qualificanti per ottenere i punteggi bonus e la piattaforma di ostensione della patente; quali iniziative di competenza intenda adottare il Ministro interrogato per rendere più efficace il sistema dei controlli e più incisivo il meccanismo delle patenti a crediti, al fine di garantire una reale tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Leggi anche: “Impennata di morti sul lavoro: flop della patente a punti?

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