La Ragioneria dello stato ha bollinato il decreto interministeriale firmato dai ministri Giovannini e Franco, che ripartisce, lungo il triennio 2021-2023, 1,15 miliardi per la manutenzione di ponti e viadotti stradali e per la sostituzione di quelli considerati a rischio per problemi strutturali e di sicurezza.
Stanziate dal D.L. 104/2020 (il cosiddetto “Decreto Agosto”) e dalla Legge di Bilancio 2021, le risorse vengono ripartite su scala provinciale sulla base della vulnerabilità del territorio, della consistenza della rete viaria e del parco veicolare. I criteri, oggettivi, sono stati predisposti dalle strutture tecniche del Ministero e condivisi con Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e UPI (Unione delle Province d’Italia).
Come saranno ripartite le risorse
Considerando le assegnazioni per area geografica, il decreto ripartisce circa 440 milioni a Province e Città metropolitane nel Nord Italia, 264 milioni agli enti del Centro e circa 446 milioni agli enti del Sud Italia. Su scala provinciale, i finanziamenti più sostanziosi vanno alla città metropolitana di Torino (23,359 milioni), seguita dalla provincia di Salerno (20,307 milioni) e alla città metropolitana di Firenze (17,892 milioni). Considerando la scala regionale, le risorse più ingenti (126 milioni di euro) vanno in Emilia Romagna, seguita da Lombardia (122,1 milioni) e Toscana (116,3 milioni). In allegato la tabella con il riparto completo.
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Gli altri stanziamenti
Il decreto si inserisce in un programma più ampio di interventi per la manutenzione straordinaria della rete viaria secondaria nel triennio 2021-23. Nel complesso Province e Città metropolitane hanno infatti a disposizione finanziamenti di oltre 2,5 miliardi per il solo triennio 2021 – 2023, poiché con precedenti provvedimenti sono già stati assegnati circa 1,4 miliardi.
Tra gli interventi ammessi, il monitoraggio anche tecnologico degli elementi strutturali, l’adeguamento delle barriere di sicurezza, il rafforzamento dei piloni e altre misure antisismiche o di protezione dal rischio idrogeologico. Nella manutenzione straordinaria rientrano anche le opere di demolizione e ricostruzione.
Le risorse finanzieranno anche, per uno quota massima del 25% per il primo anno, le analisi per conoscere le “caratteristiche geometriche” e lo stato dell'infrastruttura, del traffico e della vulnerabilità territoriale. Sulla base di queste analisi saranno progettati i futuri interventi di manutenzione, nel tentativo di dare sistematicità all'opera di conservazione del patrimonio infrastrutturale.I finanziamenti saranno revocati se non viene certificata, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di riferimento del programma, l'avvenuta realizzazione dei lavori.