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Rigenerazione urbana e recupero del territorio agricolo: la Liguria ha una nuova legge

Via libera dal consiglio regionale alla legge che consentirà da un lato la rigenerazione dei borghi e del patrimonio edilizio più degradato e dall’altro di affrontare il tema dell’abbandono del territorio agricolo

martedì 20 novembre 2018 - Redazione Build News

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Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato ieri la nuova legge, proposta dall’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola e sottoscritta dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, sulla rigenerazione urbana e il recupero del territorio agricolo. Un’approvazione che arriva dopo le consultazioni pubbliche, che hanno preso il via a luglio, con le categorie produttive e dei professionisti e gli enti locali.

La nuova legge consentirà da un lato la rigenerazione dei borghi e del patrimonio edilizio più degradato e dall’altro di affrontare il tema dell’abbandono del territorio agricolo che, soprattutto in Liguria, ha assunto dimensioni preoccupanti.

Ora i Comuni potranno individuare gli ambiti dove agevolare gli interventi di ricostruzione e rigenerazione stabilendo norme specifiche in situazioni puntuali dove il degrado è maggiore.

Si potranno in particolare individuare zone che abbiano una grave carenza servizi di urbanizzazione, con edifici abbandonati ed aree libere da recuperare, strutture con gravi problemi statici, tecnologici o energetici, aree dove vi siano accentuati fenomeni di marginalità economica e sociale.

Parallelamente, anche per quanto riguarda le aree boschive abbandonate, i Comuni potranno effettuare un censimento e prevedere interventi specifici per favorire il loro recupero con attività agricole, dando così risposte anche alle richieste da parte di nuove attività.

Spetta quindi ai Comuni il compito di costruire regole idonee per una nuova domanda di sviluppo, individuando i luoghi dove maggiore è il bisogno di rigenerazione urbana e dove serve contrastare l’abbandono.

Per favorire questi interventi i Comuni potranno però adottare incentivi attraverso l’abbattimento dei costi dei contributi di costruzione, altre forme di riduzione economica per recuperare ad esempio gli alberghi o l’esenzione dei contributi aggiuntivi per le quote di edilizia residenziale pubblica.

La Regione ha inoltre previsto l’utilizzo di un apposito fondo con una dotazione iniziale di circa 700 mila euro per favorire la realizzazione di progettazioni ed interventi di rigenerazione urbana in particolare nei Comuni di minore dimensione ed in quelli situati nell’entroterra.

Sono soddisfatto della votazione con voto pressoché unanime dell’aula con la sola astensione dei consiglieri del M5S, a dimostrazione del buon lavoro fatto in sede di commissione con le categorie e gli Enti locali – ha detto al termine della votazione l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola - Questa norma si inserisce in un percorso di semplificazione che stiamo portando avanti da tre anni e consentirà ai Comuni, specie quelli medio-piccoli, di agire puntualmente sulle aree dove maggiore è il degrado e l’abbandono. La legge è stata preceduta da un’ampia consultazione con le categorie, i professionisti e gli Enti locali: il confronto è servito a raccogliere indicazioni e proposte per dare vita ad un provvedimento che nasce dal basso, dalle esigenze di chi il territorio lo vive, dagli amministratori ai pianificatori, dalle categorie della produzione alle associazioni di cittadini.

Oltre alle semplificazioni previste dalla norma - continua Scajola - abbiamo voluto dotare la legge di un fondo per dare maggiore slancio ad un’azione che consideriamo fondamentale per riqualificare un territorio bellissimo ma spesso difficile.

I numeri raccontano una realtà particolarmente difficile in Liguria: oltre il 40% delle circa 450 mila abitazioni presenti in regione risalgono al periodo tra il 1946 ed il 1971.

Un’edilizia di scarsa qualità che rappresenta una quota significativa delle aree periferiche delle città e dei paesi con carenze che riguardano l’accessibilità, la qualità degli edifici, creando problemi di sicurezza sia ambientali sia di degrado sociale. Nel frattempo la superficie occupata dal bosco è cresciuta ad un ritmo elevatissimo, passando dal 54% della superficie regionale nel 1986 al 75% nel 2012.

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