Due vecchi edifici scolastici verranno trasformati in istituti moderni e innovativi. Succederà a Torino dove le scuole Enrico Fermi, nel quartiere di Lingotto, e Giovanni Pascoli, nel Cit Turin, saranno oggetto di una riqualificazione profonda e sostanziale. Il tutto grazie a un bando di progettazione, lanciato da Compagnia di San Paolo e Fondazione Agnelli a dicembre 2016 e frutto di un processo iniziato un anno prima che ha visto la collaborazione fra un architetto e un pedagogista- Sandy Attia e Beate Weyland per la Fermi e Luisa Ingaramo e Mario Castoldi per la Pascoli- che hanno lavorato insieme a insegnanti e alunni per redigere un documento che ha rappresentato il punto di partenza per ripensare gli spazi. Un progetto, insomma, che ha unito competenze diverse e che soprattutto ha previsto un percorso dal basso, ascoltando le esigenze degli utilizzatori finali.
Nella giornata di ieri sono stati annunciati i vincitori dei due bandi.
Per la Pascoli hanno vinto Silvia Minutolo capogruppo, Marco Giai Via, Alessio Lamarca, Alberto Perino, Michal Adam Wastelewsky , Claudio Tortone, Domenico Racca e Simonetta Lingua.
Per la Fermi è risultato vincitore il gruppo di Torino con Alberto Bottero capogruppo e Simona Della Rocca, Marta Chiara Mondini, Andrea Galanti, Emanuela Saporito, Antonio Isoardi, Jacopo Toniolo.
SCUOLA FERMI
La Giuria ha motivato così la scelta del progetto vincitore:
Il progetto dimostra una capacità di dialogo attivo e consapevole con il contesto e l’idea di nuovo modello scolastico, che consente d’immaginare questo intervento come un potenziale prototipo da applicare ad altre situazioni simili diffuse sul territorio nazionale. La scelta dei progettisti ha puntato sulla realizzazione di una struttura metallica porticata e autonoma che si affianca all’esistente integrandolo con nuove funzioni pubbliche. La scuola si apre alla città moltiplicando gli spazi e le funzioni collettive al piano terra, attivando l’ingresso principale su via Sperino e creando un nuovo spazio di mediazione inedito tra la strada e la scuola. All’interno il nuovo sistema dei cluster è intelligentemente sviluppato con una organizzazione degli spazi interni ben definita ed equilibrata. L’intervento propone strategie sostenibili attive e passive in linea con le scelte complessive dell’intervento. L’efficacia dei nuovi sistemi di schermatura passiva, ben integrati e simbolo dell’intervento proposto è ben dimostrata dalle analisi delle performance proposte. A livello impiantistico, la strategia “low-tech” proposta è ben giustificata da motivazioni economiche e strategiche.
IL PROGETTO
NUOVO SISTEMA DI ACCESSI
Sul piano urbano la scuola viene aperta alla città, attraverso una riorganizzazione degli accessi e degli spazi esterni. Il nuovo ingresso principale trasforma il retro dell’edificio in un nuovo fronte e disegna un ampio spazio di soglia con verde fruibile e protetto dal traffico, adatto ad accogliere gli studenti ed aperto alla comunità. Questo genera una chiara divisione degli esterni con un gradiente tra spazio semi-pubblico e spazio controllato della scuola, i cortili.
SCUOLA E CENTRO CIVICO, DISTRIBUZIONE DEL PROGRAMMA
Sul solco del concetto delle community school, questa scuola è stata pensata per integrare un gran numero di attività e servizi aperti a tutta la comunità del quartiere, in cui studenti e genitori possano essere sempre protagonisti. Il principio alla base è che combinando servizi e attività complementari in un unico edificio condiviso – dalle attività laboratoriali pomeridiane, alle attività produttive come la mensa o culturali come la biblioteca, sia possibile ragionare su un progetto formativo complesso e diversificato, fondato su pratiche esperienziali e sulla scoperta e valorizzazione dei talenti e delle capacità di ciascuno. Inoltre, la compresenza di servizi diversi permette di costruire un setting collaborativo necessario ad attivare sinergie tra la comunità scolastica e la comunità del quartiere, permettendo così anche alle famiglie degli studenti di essere più presenti nella vita della scuola.
PROGETTO ARCHITETTONICO
NUOVO INVOLUCRO
La richiesta del bando di progettare un nuovo involucro e dunque una nuova immagine dell’edificio, è stata interpretata come opportunità di innovazione dell’intera struttura scolastica e come strumento per trasmettere i nuovi valori pedagogici della scuola.
Per questa ragione viene proposto un involucro abitato che permette, in punti strategici, di estendere le attività didattiche e ricreative in terrazze e giardini all’aperto, di accogliere nuovi spazi didattici e connettivi e di veicolare i nuovi elementi di sicurezza e la nuova struttura impiantistica innovativa.
La semplicità del materiale di finitura, l’intonaco, viene elaborata mediante l’utilizzo di intonaci colorati dalle diverse granulometrie, spezzando l’uniformità e planarità delle superfici e creando lievi profondità di facciata.
IL PAESAGGIO INTERNO
L’interno della scuola si presenta come un paesaggio stimolante. In questo senso molti spazi della scuola sono trasformativi, si adattano alle necessità attraverso arredi componibili, pareti mobili, tende, tecnologie digitali integrate nelle pareti.
Il paesaggio interno è anche contaminato dagli elementi vegetativi: il progetto porta il paesaggio all’interno dell’edificio contribuendo a rafforzare il rapporto con la natura. L’elemento verde non è decorativo ma assume un valore pedagogico poiché accompagna quotidianamente gli studenti nell’uso degli spazi didattici e nella loro vita scolastica: all’interno dei cluster e delle aule, negli spazi comuni esterni ed interni ed in ambienti dedicati come l’orto.
La presenza delle piante contribuisce a regolare il microclima, a migliorare il benessere psico-fisico ed a responsabilizzare gli studenti che se ne prendono cura.
GLI SPAZI
Oltre alle aule, la nuova scuola ospiterà spazi multifunzionali. Ci sarà un hub culturale, un sistema interconnesso costituito da biblioteca, sala polivalente e laboratorio e l'hub ristorazione, dove ci saranno un piccolo bar e una cucina didattica. Poi una palestra e laboratori di arte, tecnica e musica. Al secondo piano si troveranno la stanza del ritiro- luogo morbido per il relax e attività didattiche tranquille- e il laboratorio dell’orto, spazio in cui sperimentare attività di educazione alimentare durante e al di fuori dall’orario scolastico.
IL PAESAGGIO ESTERNO
Il paesaggio esterno è organizzato in ambiti tematici, estensione del programma didattico interno.
Gli spazi sono stati disegnati tenendo conto di più fattori: accompagnano le attività della scuola, invogliano gli studenti a fermarsi dopo la scuola e sono adatti agli usi della comunità oltre l’orario scolastico. Per questi motivi agli spazi strutturati e specifici si contrappongono aree ampie e ad uso flessibile.